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Lasagne ai carciofi

Purtroppo la stagione dei carciofi è quasi finita e soprattutto fra un po’ accendere il forno sarà un incubo. Quindi cominciamo a salutarlo con qualcosa di goloso.

Adoro i carciofi soprattutto se me li pulisse qualcun’altro. E invece, se voglio mangiarli, mi tocca pure pulirli. Il maritino non si presta a questo lavoro!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ingredienti:

Per la besciamella:

Ricetta Besciamella – Le Ricette di GialloZafferano.it

Per la pasta:

480 gr. di farina (le uova erano piccole)

5 uova

Per il sugo:

5 carciofi

1 spicchio d’aglio

1 cucchiaio di olo evo

Per prima cosa ho preparato al pasta fresca con il Kenwood e l’ho tirata con la macchinetta.

Dopo aver pulito i carciofi e averli tagliati a fettine sottili, fare soffriggere in una padella lo spicchio d’aglio, aggiungete i carciofi, salate e portate a cottura aggiungendo un po’ d’acqua.

Preparare la besciamella.

Cuocete la pasta (io ne ho usato circa la metà di quella che ho preparato) in acqua, scolatela e tuffatela in acqua fredda per bloccarne la cottura. Stenderla su canovacci puliti.

Mettete un po’ di besciamella sul fondo di una pirofila, uno strato di pasta, uno di besciamella e uno di carciofi. Continuare gli strati fino ad esaurimento. L’ultimo strato mettete solo la besciamella e spolverate di grana gratuggiato (io l’ho messo solo nella metà di mio marito).

Passate in forno già caldo per circa 30 minuti.

Bracciale in perle veneziane

Anzichè parlare del bracciale in perle veneziane preferisco raccontarvi la meravigliosa storia de:

La storia delle perle veneziane e la loro lavorazione.

Parallela all’arte del vetro si sviluppò anche l’arte della perla; all’inizio le prime perle erano ricavate da pezzi di vetro tagliati, forati o incastonati. Ben presto la lavorazione delle perle, spinta anche dalla vanità femminile, si sviluppo tanto che vennero prodotte su larga scala e usate come denaro, baratto , ornamenti e amuleti. Le perle furono ampiamente usate dagli europei per il commercio con gli indigeni nelle terre coloniali di tutto il mondo; si dice che nel 1626 l’olandese Peter Minnit abbia comprato l’isola di Manhattan dagli indiani per un valore totale di ventiquattro dollari in perle di vetro. L’arte della lavorazione della perla raggiunse un ottimo livello di qualità agli inizi dell’impero romano con la produzione del mosaico millefiori che si otteneva sovrapponendo sessioni di vetro recanti un motivo decorativo e saldati assieme al calore. Durante il medioevo l’arte del vetro venne temporaneamente abbandonata così come l’arte della perla, ma fu presto ristabilita dagli artigiani mercanti Veneziani prima dell’anno 1000 D.C. e da allora le più belle perle del mondo si fanno a Venezia. Da più di mille anni successive generazioni di artisti si passano gelosamente le conoscenze di questa antica lavorazione. A Venezia oggi il lavoro manuale continua e le meravigliose perle fatte con il vetro di Murano, le splendide decorazioni dal sapore romantico, le trasparenze che evidenziano le lavorazioni in oro, le forme e i colori sono conosciute in tutto il mondo semplicemente con il nome di Perle Veneziane.

La lavorazione delle perle è una tecnica antichissima, I nostri predecessori colavano il vetro con un lume ad olio e lo incorporavano in un filo di metallo precedentemente immerso in una pasta di gesso e caolino cosicché al raffreddamento si potesse sfilare il metallo e rimanesse il foro; ovviamente il foro e la forma erano molto irregolari, caratteristica tra l’altro delle perle antiche.

Oggi la tecnica è pressoché uguale, il vetro viene colato da una fiamma a gas con spinta ad aria e viene incorporato in un filo in metallo vuoto, il vetro viene sagomato a piacere con stampi o interventi manuali e impreziosito con metalli nobili come oro, argento, platino.

La foratura avviene attraverso la dissoluzione del filo in metallo con prodotti chimici che non alterano il vetro e mantengono il foro del diametro voluto.

(testo da www.dendre.it)

Orologio swarovski

L’ orologio swarovski mette in risalto la bellezza degli swarovski: questi cristalli hanno una luce che non si trova in nessun altro e, seguendo gli schemi o la propria fantasia, si possono usare per tantissime realizzazioni. Per questo orologio non ho seguito uno schema ma solo la mia fantasia. Per altri lavori non posso fare a meno di avere uno schema che si può rintracciare o sui giornali specializzati oppure nel web.

Per l’orologio swarovski ho infilato, su due cavetti d’acciaio, uno per lato i bicono da 4 mm e li ho intervallati da un ponte dello stesso colore. La chiusura è in filigrana e contribuisce a dare eleganza all’orologio. Penso che quando si crea un bijoux, i particolari siano molto importanti. Anche se nella mia mente si forma un “progetto” di massima è quando si guarda la realizzazione che saltano agli occhi i particolari e questi devono essere coordinati alle perle utilizzate e all’effetto che si vuole ottenere. 

orologio in swarovski

Perle di fiume e ametista

Come per questa collana in perle di fiume e ametista, l’ispirazione per le mie collane solitamente la prendo circondandomi di tutte le pietre che ho in casa e accostandole tra di loro fin quando non trovo qualcosa che mi convinca.

Altre volte faccio un giro per il web oppure curiosando nelle vetrine dei negozi e quello che mi colpisce cerco di riprodurlo. Questa girocollo è una di quelle. Non ricordo dove ho visto l’originale ma mi piaceva e in casa avevo già tutto il necessario per farla.

Ho utilizzato delle perle di fiume rosate per dare più risalto al colore delle perle di ametista e gli strass degli intercalari color argento, danno luce alla pietra. Il risultato è estremamente elegante.

perle di fiume e ametista

Collana acquamarina

acquamarina

L’acquamarina fa parte della famiglia del berillo come lo smeraldo ma, rispetto allo smeraldo, l’acquamarina ha meno pregio ma è più diffusa. Il colore varia dall’azzurro cielo all’azzurro-verde al verde chiaro. Si rinviene anche in Italia in diverse rocce nell’arco alpino, ma per lo più è opaca. Antichi giacimenti sono noti in Russia e in Brasile. Anticamente la si riteneva ottimo rimedio contro le malattie del fegato e il mal di denti. Come pietra preziosa era apprezzata fin dai tempi di Alessandro Magno.

(Pietre dure e pietre preziose – Atlanti natura Giunti – Giunti Ed.)

Per questa collana in acquamarina ho utilizzato i chips di questa pietra: praticamente sono gli scarti della lavorazione, quindi di taglio molto irregolare, forati per poter essere infilati. Mi piace l’effetto che fanno queste scheggie infilate in una lunga collana da portare annodata.