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Perle veneziane e vetro

giada e perle di vetro

Questa collana lunga in giada e perle di vetro da parte di quelle da portare almeno a 2 giri. Foglie, cuoricini e perle sono in vetro. Le altre perle sono in giada. Concatenata e alternata da  piccoli inserti di catena.

Un accostamento decisamente autunnale e una delle poche collane in cui ho utilizzato la catena color oro.

Effettivamente la catena color oro non è tra le mie preferite. Faccio molta fatica ad abbinarla alle perle. Naturalmente è sono una questione di gusto personale ma tutte le volte che accosto le catene argentate e dorate a qualsiasi tipo di perla, finisco sempre per scegliere quella argentata. La trovo molto più fine.

La collana a tre fili in perle di vetro mi ricorda la primavera, il cielo azzurro in ogni sfumatura Dopo il grigiore dell’inverno che per me una tortura più che una stagione. Finalmente i colori della primavera e soprattutto l’azzurro del cielo che in questa collana esplode in tutte le perle di vetro di sfumature e riflessi diversi.

Una collana lunga nella sua realizzazione in quanto ogni perla è concatenata all’altra con filo color argento ma il risultato è eccezionale e raffinato. Anche indossarla fa sentire finalmente leggeri e di buon umore. Perle in vetro, madreperla e murrine si inseguono in questi 3 giri che riempiono il decolté una volta indossata.

perle di vetro

Questo pendente di madreperla e perle in vetro è uno dei primi lavori che ho fatto. Anni fa, camminando in riva al mare, ho trovato un pezzo di madreperla e, per la sua forma particolare e per i suoi colori, mi è subito venuta l’idea di farne un pendente. Come non lo sapevo ancora. Tornata a casa dalle ferie, ho cominciato a spulciare i vari libri di perline e ho trovato la soluzione: utilizzare un filo d’argento per ingabbiarlo per poi appenderlo al cordoncino. Per lo stile del pendente ho preferito montarlo su un gruppo di cavetti scuri e ho arricchito il tutto con perle in vetro madreperlate. 

pendente di madreperla

Anzichè parlare del bracciale in perle veneziane preferisco raccontarvi la meravigliosa storia de:

La storia delle perle veneziane e la loro lavorazione.

Parallela all’arte del vetro si sviluppò anche l’arte della perla; all’inizio le prime perle erano ricavate da pezzi di vetro tagliati, forati o incastonati. Ben presto la lavorazione delle perle, spinta anche dalla vanità femminile, si sviluppo tanto che vennero prodotte su larga scala e usate come denaro, baratto , ornamenti e amuleti. Le perle furono ampiamente usate dagli europei per il commercio con gli indigeni nelle terre coloniali di tutto il mondo; si dice che nel 1626 l’olandese Peter Minnit abbia comprato l’isola di Manhattan dagli indiani per un valore totale di ventiquattro dollari in perle di vetro. L’arte della lavorazione della perla raggiunse un ottimo livello di qualità agli inizi dell’impero romano con la produzione del mosaico millefiori che si otteneva sovrapponendo sessioni di vetro recanti un motivo decorativo e saldati assieme al calore. Durante il medioevo l’arte del vetro venne temporaneamente abbandonata così come l’arte della perla, ma fu presto ristabilita dagli artigiani mercanti Veneziani prima dell’anno 1000 D.C. e da allora le più belle perle del mondo si fanno a Venezia. Da più di mille anni successive generazioni di artisti si passano gelosamente le conoscenze di questa antica lavorazione. A Venezia oggi il lavoro manuale continua e le meravigliose perle fatte con il vetro di Murano, le splendide decorazioni dal sapore romantico, le trasparenze che evidenziano le lavorazioni in oro, le forme e i colori sono conosciute in tutto il mondo semplicemente con il nome di Perle Veneziane.

La lavorazione delle perle è una tecnica antichissima, I nostri predecessori colavano il vetro con un lume ad olio e lo incorporavano in un filo di metallo precedentemente immerso in una pasta di gesso e caolino cosicché al raffreddamento si potesse sfilare il metallo e rimanesse il foro; ovviamente il foro e la forma erano molto irregolari, caratteristica tra l’altro delle perle antiche.

Oggi la tecnica è pressoché uguale, il vetro viene colato da una fiamma a gas con spinta ad aria e viene incorporato in un filo in metallo vuoto, il vetro viene sagomato a piacere con stampi o interventi manuali e impreziosito con metalli nobili come oro, argento, platino.

La foratura avviene attraverso la dissoluzione del filo in metallo con prodotti chimici che non alterano il vetro e mantengono il foro del diametro voluto.

(testo da http://www.dendre.it)